Canzoni del secondo piano
Venerdì 9 marzo 2012
CANZONI DEL SECONDO PIANO
concept di Francesca Cinalli e Stefano Botti
creazione coreografica di Francesca Cinalli
con Francesca Brizzolara, Stefano Botti, Francesca Cinalli, Renato Cravero, Paolo De Santis, Aldo Torta, Elena Valente
musiche e piano sonoro di Paolo De Santis
elaborazione melodica e drammaturgica canzoni e testi di Francesca Brizzolara
luci di Cristian Perria
video di Martino Cipriani
consulenza scenotecnica di Lucio Diana
sguardo esterno di Doriana Crema
TECNOLOGIA FILOSOFICA
In co-produzione con SPAZI PER LA DANZA CONTEMPORANEA ’09/ PROGETTO INTERREGIONALE CAMPANIA-LAZIO-PIEMONTE/REGIONE PIEMONTE/
ENTE TEATRALE ITALIANO, RESIDENZA MORENICA/CANTIERE CANAVESANO, THEATRE DURANCE-CHATEAU ARNOUX
Canzoni del secondo piano muove dai colori e dalle suggestioni di un titolo: Songs from the second floor, cortometraggio del regista svedese Roy Andersson e dall’immaginario che quel titolo evoca e porta con sé.
Canzoni del secondo piano vuole essere infatti il piano sequenza coreografico di un ideale condominio grottesco e surreale abitato da anime in continuo movimento, pesci urbani di un onirico acquario, alle prese con smarrimenti, fragilità, incoerenze e minuscole meschinità quotidiane, da svelare in punta di piedi: una carrellata di quadri che mimetizzano i piccoli grandi disagi della vita, come a voler fotografare e descrivere le miserie di un’umanità sempre in bilico tra il tragico ed il comico.
Sul piano stilistico, il lavoro della compagnia prosegue la sua direzione di ricerca volta ad esplorare temi ed argomenti della contemporaneità, partendo da un punto di osservazione che ne possa mettere in luce anomalie e disadattamenti con le armi indispensabili della freschezza, dell’ironia e della levità.
La colonna sonora originale, suonata e cantata dal vivo, muove dalla canzone italiana e dalle citazioni prese in prestito da Mina, Giuni Russo, Ornella Vanoni, rielaborate e rivisitate in chiave personale.
L’elemento scenografico è semplice ed essenziale e fa leva sulla forza evocativa della porta, simbolo di una quotidianità precaria, traslocante, costantemente in movimento.
Dopo lo spettacolo è previsto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza con Altre Velocità, un gruppo di osservatori e critici delle arti sceniche, impegnato a favorire un tessuto di relazioni fra le arti e la società.
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