Classificazione degli edifici
CLASSIFICAZIONE DEGLI EDIFICI
Non sempre la delimitazione di un’area, così come sopra identificata, corrisponde ad un insieme omogeneo di architetture o stili. Una lettura del territorio riferita all’altipiano consente di verificare una progressiva alterazione del tessuto storico, con rari esempi di architettura recente nell’Area definita Aulica e più frequenti nell’Area Centrale Storica, fino all’edificato "modernista", intorno ad isolati esempi di architettura storica di valore. Proprio questa frammentazione e difficile demarcazione del territorio ha reso necessaria la suddivisione del tessuto edilizio in tipologie così come appresso elencate:

Tipologia "A": edifici di valore architettonico ed ambientale e vincolati ai sensi delle Leggi 1089/39, 1497/39 e 490/99; sono inoltre compresi in tale categoria, gli edifici più significativi per identità storica, culturale ed ambientale conservati nelle loro peculiarità architettoniche e tipologiche e quelli appartenenti ad Enti Pubblici o religiosi e/o istituti legalmente riconosciuti la cui costruzione risalga ad oltre 50 anni (art. 4 L. 1089/39 e L. 490/99).

Tipologia "B": edifici di rilevante pregio ed interesse quali palazzi, palazzine, ville ed edifici residenziali, del 600, del 700 e del 800, interessanti per la loro tipologia nel tessuto edilizio e per il loro inserimento ambientale.

Tipologia "C": altri edifici di costruzione ottocentesca ed edifici databili fino al 1935 ovvero il periodo del liberty e art nouveau. (Ved. Tav. "E" del P.R.G.C. 1986).

Tipologia "D": edifici recenti (post 1935).
Tipologia "E": edifici produttivi.
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