Sei in: Home / Programmazione del Territorio / Urbanistica / Arredo Urbano e Piano Colore / Regolamento Arredo Urbano: Modalità operative / Piano del colore
Piano del colore
Art. 35 - Regolamento di attuazione.
- Il Piano del Colore organizza e stabilisce le norme e le procedure da seguire per la tinteggiatura degli edifici d’epoca antecedente al 1935, al fine di riqualificare l’immagine della città.
- Tutte le operazioni inerenti la tinteggiatura di facciate verso via o verso cortili, androni e scale di interesse storico, portici e muri di cinta, sono soggette ad autorizzazione comunale. Specifica domanda dovrà essere presentata prima di qualsiasi intervento allegando fotografie a colori delle parti interessate dall’intervento ed il modello di colore (per procedure vedere art.33).
- Nel caso di edifici compresi nella Mappa Cromatica si seguiranno le indicazioni che emergono dai Modelli di Colorazione. Nel caso di edifici non compresi nella Mappa Cromatica, si farà riferimento alle tracce di colorazioni rilevate o a documentazione storica di archivio, se esistente, o in mancanza di queste si procederà per analogia con edifici della stessa epoca. Tutti i restanti edifici, posteriori al 1935, potranno essere tinteggiati anche con colori diversi, a condizione che gli stessi si armonizzino con l’ambiente circostante.
- Sul posto dovranno essere predisposti idonei saggi stratigrafici e le campionature delle tinte suddette al fine di valutarne la validità o apportarne le eventuali varianti di tono.
- In ogni caso un tecnico del civico Settore Programmazione del Territorio potrà effettuare un sopralluogo per rilevare le tracce di colore esistenti e potrà richiedere ulteriori saggi stratigrafici e quindi stabilire la "tavolozza dei colori" da adottare con la descrizione dei lavori da eseguire.
- Tutti gli affreschi e decorazioni murali esistenti ed altro, o loro tracce, sono vincolati ai sensi della Legge 490/99 e dovranno essere ripristinati e conservati. In presenza di decorazioni pittoriche o graffiti dovrà prodursi uno specifico studio, eseguito da Operatori qualificati, con analisi e saggi stratigrafici, ipotesi di intervento, uso e tecniche impiegate e relativi disegni-bozzetti di colorazione.
- I lavori relativi alle decorazioni devono essere eseguiti con cura e dettaglio tradizionali, ed esclusivamente da operatori altamente specializzati. Detta professionalità verrà dimostrata con presentazione di apposito "curriculum" che verrà depositato agli atti del Comune e costituirà prova documentale per l’inserimento del nominativo della ditta all’interno di apposito elenco delle ditte autorizzate.
- E’ vietato tinteggiare parzialmente la facciata di un edificio e/o i sottoportici, ma si deve procedere in modo completo ed omogeneo, quando questa abbia carattere architettonico unitario. La tinteggiatura dovrà riguardare anche le parti emergenti dalle coperture, risvolti e le canne fumarie. I fondi delle facciate nei sottoportici devono riprendere le tinte delle facciate corrispondenti soprastanti.
- E’ vietato tinteggiare i mattoni a vista, le terrecotte, le pietre naturali ed i cementi decorativi o litocementi costituenti le decorazioni di facciata. Essi dovranno solamente essere puliti e lasciati a vista o ripristinati all’originale.
- In caso di rifacimento degli intonaci, in edifici ante 1935, dovranno essere utilizzati materiali componenti e tecniche analoghe a quelle dell’epoca a base di calce aerea, escludendo i cementi o intonaci a base plastica o resinosa. Dovrà comunque privilegiarsi la conservazione mediante pulitura e fissazione dell’intonaco esistente. Particolari costruttivi rilevanti possono essere evidenziati solo in casi limitati, nei quali si rende opportuno rendere leggibili le varie stratificazioni edilizie, previo approfondito esame della soluzione complessiva di ripristino.
- Tutti i prospetti intonacati devono essere tinteggiati.
- Non è concesso collocare in vista sulle facciate le tubazioni relative agli impianti di distribuzione idrica, di smaltimento liquidi, di aerazione e dispersione dei fumi, nonché alla distribuzione di energia elettrica, telefonica, gas e/o altre reti tecnologiche, ma le stesse dovranno essere opportunamente incassate nelle murature, a spesa e cura del proprietario o dei condomini.Le canalizzazioni esistenti in vista dovranno essere sistemate con le stesse modalità, nel caso di intervento sulla facciata. I contatori Gas – Elettricità, quando non ubicabili all’interno dell’edificio, possono essere installati in facciata in apposite nicchie, con chiusura a filo muro. Gli sportelli dovranno essere verniciati con tinta analoga a quella della facciata. Nella sostituzione di campanelli, citofoni, targhe vengono preferiti quelli in ottone; sono vietati quelli in alluminio o simili.
- In caso di sostituzione parziale dei serramenti esterni, ringhiere ecc. è imposto l’impiego di materiali, con disegno e lavorazioni identici a quelli originari con esclusione dei materiali fissati dalle N.d.A. del vigente P.R.G.. In particolare i canali di gronda e pluviali devono essere in rame o lamiera verniciata (esclusa plastica o simili), con sagoma tradizionale rotonda.
- Le colorazioni delle facciate, interessate dal Piano del Colore, devono essere eseguite esclusivamente con pittura a calce pigmentata con terre coloranti, è ammesso l’uso di silicati (con percentuale non inferiore al 92%) con tinte semitrasparenti, purché diano la garanzia di un buon risultato. Al fine di migliorare l’effetto estetico per adeguarlo al momento storico di costruzione dell’edificio dovranno applicarsi tecniche a velatura. L’operatore dovrà garantire con specifica dichiarazione l’uso dei suddetti materiali.
- Negli edifici soggetti a vincolo, ai sensi delle Leggi n. 1089/1939 e 490/99, le indicazioni di coloritura contenute nel presente piano hanno valore esclusivamente indicativo, demandando agli organi preposti e alla Sovrintendenza ai Beni Ambientali Architettonici Culturali il N.O. definitivo sulla base delle vigenti leggi.
- Il Comune, attraverso i Settori competenti, si avvale della facoltà di obbligare i proprietari a provvedere al rinnovo delle facciate quando il degrado o l’incuria ne deturpi l’aspetto e l’ambiente circostante, anche ai sensi del vigente Regolamento Edilizio.In caso contrario la Civica Amministrazione provvederà alla loro esecuzione, addebitandone il costo ai proprietari stessi.
- La cartella dei colori è costituita da n. 40 campioni colore; ognuno è individuato con un numero ed un nome caratteristico. La scelta del colore deve ricadere all’interno di quelli indicati nella cartella, salvo diverse indicazioni del Settore Programmazione del Territorio, anche emerse in fase di rilievo stratigrafico.
Per gli infissi le tonalità di colore degli smalti sono diciassette.
Per le parti in ferro: ringhiere, griglie, chiavi di volta, inferriate, la tonalità del colore è antracite con pitture a base di componenti ferromicacee.
Il Piano del Colore, approvato con deliberazione di C.C. n.19 del 11.03.1992, è costituito dai seguenti elaborati:
- 1 Relazione – Regolamento di attuazione;
- 2 Cartella Colori
- 3 Mappa Cromatica
- 4 "Modelli Cromatici"
- 4.1 Via Roma 1:200
- 4.2 P.za Galimberti 1:200
- 4.3 P.za Boves 1:200
- 4.4 Via Santa Maria 1:200
- 4.5 Via Mondovì 1:200
- 4.6 Lungo Gesso 1:200
- 4.7 Lungo Stura 1:200
- 4.8 Palazzo S. Giovanni 1:100
- 4.9 Palazzo Comunale 1:100
- 4.10 Palazzo Sociale 1:100
- 5 Finte Architetture
PRIMO PIANO | Tutte le news
24.04.2012 - Programmazione del Territorio
Polizze fidejussorie
Nella sezione Modulistica è in linea il...
28.03.2012 - Programmazione del Territorio
Eliminazione vincoli prezzi cessione alloggi
Edilizia residenziale pubblica...
09.03.2012 - Urbanistica
VII Convegno Internazionale della Rete Città Strategiche
Disponibili i materiali presentati al...






